Benvenuto Solomon"
Un altro grande artista nella scuderia Artinvest  "Solomon Leviev"

 

Solomon Leviev

 

Solomon Leviev è membro dell'Associazione israeliana dei Pittori e Scultori. Nasce nel 1956 in URSS. E’ stato studente presso l'Accademia d'Arte, dove iniziò un workshop dal titolo "Gli studenti-per l’ Arte libera", con affinità occidentali (è stato il più giovane studente dell'Accademia ). Salomon ha proseguito gli studi della pittura e della scultura con il sig. Boborikin e in anatomia plastica con la signora Frolkida. Ne 1973 Solomon si trasferisce in Israele. Nel corso degli anni ha presentato numerose personali e mostre collettive in Israele e in Europa. Le sue opere d'Arte si trovano in molte collezioni d’ Israele, Stati Uniti, Europa (Germania, Wilmersdorf, Museo di Berlino e collezioni private in Francia, Svizzera) inoltre Salomon insegna l'arte della scultura nel suo studio a Carmiel e in altre istituzioni d’ Israele.

 

 

 

 

 

 

Il marchio “Artinvest” continua a crescere investendo nell’arte.

Domenica 19 febbraio è stato inaugurato il terzo showroom nella metropoli torinese, in un interessante location situata nella cornice del quadrilatero, in via porta Palatina 9. Un evento che per il titolare Roberto Girardi «rappresenta la conferma di quanto promesso ai collezionisti e agli artisti che collaborano con la nostra struttura. Desideriamo creare un grande polo dedicato all’arte che possa essere di supporto a tutti, offrendo ampie garanzie e visibilità, data la forte presenza sul territorio. La nostra società è per vocazione una realtà consolidata che consiglia gli investitori sui rendimenti e consente agli autori delle opere di realizzare un’importante forma di guadagno. Per chi come noi crede in questo mestiere, l’arte oggi significa una grande possibilità d’investimento, la cui curva non risulta essere influenzata dall’andamento di altri capitali quali materie prime, obbligazioni ed azioni, ma addirittura è in grado di rimanere in positivo anche nei giorni del cosiddetto “bear market”».

La storica sede di Rivoli “Torre della Filanda” trova spazio in un’antica costruzione che risale al 1200, situata nel centro storico. Sapientemente restaurata è disposta su quattro livelli, destinati a sale museali, per un totale di oltre 500 mq espositivi. Fonti storiche attestano che la torre sia stata innalzata, vista la sua vicinanza al Castello di Rivoli, per una funzione difensiva e come casa-forte per ospitare gli armigeri ed il signore del luogo.

Dopo anni di abbandono, nell’Ottocento, è stata inserita nel complesso dei fabbricati occupati da una filanda, che ne determinò l’attuale denominazione. Successivamente è stata nuovamente abbandonata per diversi anni, tanto da andare in completa decadenza. Grazie ad un’attenta sensibilità con cui è stato attuato il restauro conservativo è tornata all’antico splendore. La funzione di galleria, che attualmnte ricopre, ne risalta il fulgore e ne fa parte attiva della vita della cittadina.

I quattro livelli espositivi consentono di realizzare mostre individuali e collettive, capaci di dare ampia visibilità alle creazioni degli artisti. Al piano terreno l’ingresso conduce a due sale che si affacciano all’esterno verso la via principale a all’interno sono collegate con la sala caffè. Ai tre livelli superiori si accede mediante l’ascensore o la scala in pietra; si tratta di ambienti a pianta quadrata, tipici delle edificazioni medievali. Un ampio soppalco è utilizzato ad uso ufficio privato mentre l’ultimo livello è un eccezionale punto panoramico a 360° gradi: si scorge la città di Rivoli, si coglie la grande metropoli torinese con la sua inconfondibile skyline e si ammira l’arco alpino con le sue suggestive vette.

Il consueto “apericena” è un appuntamento con la musica, che sancisce un connubio con l’arte, e viene organizzato durante il fine settimana. Nella sala museo, situata al piano terra, sono ospitate opere di notevole pregio di artisti del calibro di Pablo Picasso, Marc Chagall, Wassily Kandinskij, Fernand Leger, Giorgio De Chirico ed ulteriori nomi importanti, che vengono esposte gratuitamente. Oltre ai talenti consolidati che fanno parte del repertorio, come Giorgio Flis, Martino Bissacco, Mario Giammarinaro, Vittorio Varrè, Manuela Raimondo, Elisa Donettidella ed altri, l’intento è di acquisire anche artisti emergenti di caratura internazionale.

Lo dimostrano le recenti acquisizioni degli israeliani Edy Snir e Solomon Leview e russi, come Moshkalo Gennady. La recente apertura dello spazio espositivo situato in corso Vittorio Emanuele 21, inaugurato lo scorso 9 gennaio, ha rappresentato un notevole impulso di crescita, vista l’ubicazione strategica nel centro storico di Torino. Una location rinomata che ha visto nel corso del tempo l’avvicendarsi di attività che sono state dei punti di riferimento per la città, come il Lucky Nugget ed il Kitty Saloon, solo per citarne alcuni di quelli che hanno rappresentato per anni il ritrovo di migliaia di torinesi e turisti, che ne hanno affollato le storiche sale.

Il palazzo è un antico edificio che spicca tra gli altri, oltre che per la sua monumentale bellezza, per l’accattivante illuminazione color fucsia, che lo rende unico ed originale. Qui Artinvest offre la possibilità di mangiare accompagnati dalla preziosa vista delle opere d’arte che vengono esposte. Una modalità innovativa che consente di dedicare istanti preziosi e di qualità alla vita, spezzando il ritmo frenetico che caratterizza la contemporaneità. In progetto anche l’idea di utilizzare il panoramico e romantico terrazzo per cene e buffet. Se a questo si somma la location di Porta Palatina, altro luogo favorevole per l’arte, e la storica sede di Torre della Filanda, l’intento di sviluppo appare evidente, come precisa Roberto Girardi «Abbiamo fatto in questi anni molti sforzi per creare una struttura che risultasse funzionale per investitori e artisti, con innumerevoli eventi. Abbiamo anche unito la buona cucina con l’arte e cercato location di forte impatto, riuscendo a entrare nel mercato con il nostro marchio che è riconosciuto ed apprezzato e che si appresta a segnare nuovi importanti traguardi, come la prossima apertura di uno showroom a Firenze. Artivenst presto entrerà nel mercato internazionale espandendosi in importanti città europee. Forse molte cose rimarranno solo sogni ma come diceva Kahlil Gibran, “Preferisco essere un sognatore fra i più umili con visioni da realizzare, piuttosto che il principe di un popolo senza sogni né desideri” »

 

 

Paola Tesio- 20 febbraio 2012

 

 

 

 

 

“Ettore e Andromaca” di De Chirico verso un’asta record
Mercoledì 8, l’opera sarà battuta da Sotheby’s, a Londra. La stima prevista è tra i 3,3 e i 4,8 milioni di euro.
 


- Federica Marta Carola Bruni - 3 febbraio 2012 – Ci sono grandissime aspettative: è probabile che Ettore e Andromaca, olio su tela di 90x60cm, dipinto da Giorgio De Chirico tra il 1925 e il 1930, diventi l’opera del pittore italiano più cara del mondo. Per saperlo basterà in fondo aspettare soltanto qualche giorno, giusto fino a mercoledì prossimo (l’8 febbraio) quando da Sotheby’s, a Londra, andrà all’asta l’Ettore e Andromaca: un olio su tela, 90,4 x 60,3 centimetri, dipinto dal maestro tra il 1925 e il 1930 (la firma per chi volesse accertarsene è in basso a sinistra). Stima prevista «di partenza» tra i 2,8 e i 4 milioni di sterline (tra i 3,3 e i 4,8 milioni di euro). Oltretutto si tratta di un’opera in perfetto stato, dipinta in uno dei periodi più felici di de Chirico e che meglio forse lo rappresentano, anche nel più comune imaginario collettivo (al pari dei suoi Cavalli in riva al mare o delle sue Piazze d’Italia). Il record assoluto per un’opera dell’artista appartiene attualmente al Ritornante aggiudicato per 11 milioni e 41 mila euro nel febbraio 2009 all’asta parigina di Christie’s, opera appartenuta alla strepitosa collezione della coppia Yves Saint Laurent e Pierre Bergé. Certo, allora erano altri tempi, la crisi sembrava più lontana, ma le premesse (almeno quelle artistiche) per un possibile prossimo record sembrano esserci davvero tutte.

Mercoledì, fianco a fianco con questo De Chirico, ci sarà oltretutto un bel covo di maestri impressionisti e moderni, a cui la seduta londinese (si comincia alle 19 locali) è dedicata: si passa dalla Peinture di Joan Mirò (stima prevista dai sette ai dieci milioni di sterline) al paesaggio di Klimt da poco riscoperto (Seeufer Mit Berken, dai sei agli otto milioni di sterline) mai apparso in pubblico per oltre un secolo; dall’Entre de Giverny en hiver di Claude Monet (dai quattro ai sei milioni di sterline) alle opere sparse di Dalì, Max Ernst, Yves Tanguy, Renè Magritte, Otto Dix. Una seduta che conferma che (da Sotheby’s come da Christie’s) Giorgio de Chirico è in qualche modo uno dei maestri che non lascia delusioni (una tarda versione delle sue Muse Inquietanti era stata venduta a novembre da Sotheby’s a Milano per oltre un milione di euro). Un po’ come Picasso, il suo Nudo, Foglie verdi e busto (del 1932) era stato battuto nel 2010, per 106 milioni di dollari: record assoluto per un’opera d’arte, un record raggiunto per via telefono (in soli otto minuti e sei secondi) strappandolo a un altro classico come Giacometti.

La figura del manichino, simbolo dell’uomo-automa contemporaneo (concetto elaborato per la prima volta dall’autore nel 1917 nell’opera in bronzo lucidato “Il grande metafisico”) fu ispirata a De Chirico dall’”uomo senza volto”, personaggio di un dramma del fratello scrittore Alberto Savinio. Anch’essi servono per manifestare la volontà di rappresentare la devitalizzazione: sono, infatti, forme prese dalla vita, ma che assolutamente ne sono prive, per cui generano una sensazione di mancato movimento e di congelamento – quasi una pietrificazione perenne – dei personaggi. La coppia di Ettore e Andromaca è dunque rappresentata da due manichini, figure atemporali simboleggianti lo strazio del momento dell’addio dello sposo in partenza per la guerra; la scenografia è immobile, tanto che le Porte Scee dipinte dietro la coppia e gli edifici ai lati potrebbero perfettamente rappresentare la scenografia di una qualsiasi città del mondo, collocata in una qualsiasi epoca; la semplice massiccia presenza di tonalità rosse evidenziano la drammaticità del momento; infine, le ombre che si allungano fanno indovinare allo spettatore l’inevitabile fine.

 

 

 

 

 

Nuova importante inaugurazione

Artinvest srl cresce e raddoppia

domenica 8 gennaio 2012 alle 19.00

 

 

 

Domenica 8 gennaio 2012, si inaugura il nuovo showroom Artinvest nella prestigiosa cornice del capoluogo subalpino, in una delle più belle vie della prima capitale d'Italia, Corso Vittorio Emanuele. Per tutti noi, e parliamo davvero di tutti, da quelli che collaborano saltuariamente a coloro che sono una presenza fissa, è un momento emozionante, perchè semmai ce n'era bisogno diamo un grande segnale di presenza sul territorio e confermiamo a tutti i nostri artisti l' impegno per farli crescere e conoscere sempre da più persone. Questo rappresenta solo il primo passo di quelli che ci siamo proposti di compiere. A breve verranno inaugurati nuovi showroom e siamo sicuri che tutti i nostri sforzi saranno apprezzati sia da coloro che condividono il nostro cammino, sia dai collezionisti che hanno acquistato opere degli artisti della nostra scuderia, perchè, già che si parla di Arte, si deve sempre considerare che oltre al piacere di possedere un' opera, c'è anche l'aspetto investimentale da non trascurare, soprattutto oggi, dove il mondo della borsa è diventato terreno minato. Noi ci siamo e ci saremo per dimostrare che l'unico vero "valore" è l'Arte, sia da possedere e collezionare sia come bene rifugio, perchè non esiste nulla che offra rivalutazione e tenuta nel tempo, come un'opera d'Arte.

Inaugurazione domenica 8 gennaio 2012 ore 19.00

Artinvest srl Corso Vittorio Emanuele 21, 10125 Torino

Dove siamo a Torino

 

 

 

 

Una visita "Reale"
Il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, visita la Galleria Artinvest srl "Torre della Filanda"

domenica 24 maggio visita guidata e aperitivo con il rampollo di casa Savoia

 

E' una sensazione strana, come un déjà vu; questi posti, questi edifici quest'atmosfera magica è come se mi sentissi a casa!" Questo il commento del Principe nell'osservare il Castello di Rivoli dalla sommità della Torre, luoghi che lui non ha certamente calpestato come padrone blasonato del maniero o degli edifici limitrofi, ma che ha impresso nel suo DNA e che riportano alla mente gli antichi fasti di cui hanno beneficiato come famiglia reale. Noi che la Torre la conosciamo bene, sappiamo che qualcosa di magico esiste davvero, sentiamo il peso del tempo e degli avvenimenti che questi edifici hanno vissuto come protagonisti e che hanno lasciato impresso nella struttura, così come in una vecchia pellicola. Gioie e dolori delle genti che vi sono passate, che hanno combattuto per i loro ideali o per difendere il loro Re, che hanno amato, odiato invidiato o desiderato, gente nata, forse, in un tempo sbagliato, anni in cui odio e pregiudizio spesso la facevano da padrone, gente che però nasceva come noi, con l'animo buono, lo sappiamo perché sentiamo che qualcuno ci accompagna e ci osserva garbatamente, così come si pretendeva, a volte, nelle maniere e nei costumi del tempo, sappiamo che qualcuno ci apre le porte dell'ascensore non appena ci vede per farci capire che ci sono, ma non soffrono ne' di rabbia ne' di rancore, presenze che ci accompagnano nelle varie sale come antichi anfitrioni che annunciano il passaggio di coloro che si recavano a visitare il Palazzo del "Signore". Siamo fieri e contenti, fieri della nostra sede e contenti di ricevere persone che rendono onore al nostro lavoro. Grazie Principe e grazie a tutti voi che giornalmente passate a visitarci.

 

 

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L'ingresso della Galleria

Il Principe accolto dalla famiglia Rista e da uno dei titolari, Roberto Girardi

 

Torre della Filanda

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